Con Mautic, in sostanza, ci sono due aspetti che richiedono davvero lavoro: l’infrastruttura e l’interfaccia utente. Chi riduce entrambe le critiche a un generico «Mautic è complicato» perde di vista la domanda centrale: chi si occupa di quale parte?
Quali due critiche ricorrono davvero nelle recensioni di Mautic?
Chi legge le recensioni di Mautic si imbatte subito in un giudizio ricorrente: funzionalità solide, ma «potente, complicato», uno strumento per utenti esperti. Questo ritorna spesso in forme simili su Capterra, G2 e OMR. Questa affermazione riguarda l’utilizzo.
Di recente si è aggiunto un secondo feedback, decisamente più duro: un fornitore che elenca e valuta strumenti di marketing ci ha detto direttamente che al momento non consiglia attivamente piattaforme basate su Mautic. Il motivo: esperienze ripetute, in prima persona, con errori inattesi durante gli aggiornamenti e nell’operatività quotidiana. Qui non si parla più di utilizzo, ma di stabilità tecnica.
Due critiche, due ambiti completamente diversi. La ripartizione corretta è questa:
- Infrastruttura — aggiornamenti, patch di sicurezza, bug durante l’operatività. Per una PMI senza un reparto IT interno che possa e voglia occuparsene regolarmente, semplicemente non è fattibile. Anche solo gli aggiornamenti di sicurezza richiedono tempo e reazioni rapide, e con i dati di marketing automation si parla di dati cliente sensibili.
- Interfaccia utente — quanto è semplice usare lo strumento nella quotidianità. La UX di un software non è mai davvero «finita» per nessun tool; è un lavoro continuo, non un problema una tantum.
Facciamo nostre entrambe le critiche, invece di minimizzarle. Ma meritano due risposte molto diverse.
Come risolve Aivie la critica sull’infrastruttura?
In Aivie, ogni aggiornamento passa da un ambiente di staging prima di arrivare all’ambiente di produzione. Nuove funzionalità, piccoli fix e miglioramenti li rilasciamo quasi ogni giorno — ma anche dopo un test riuscito vengono distribuiti in modo graduale, non tutti insieme a tutti i clienti nello stesso momento.
Con gli aggiornamenti più grandi, con modifiche non retrocompatibili, andiamo oltre: in parte li testiamo in parallelo per mesi. Solo quando siamo davvero sicuri che non si presentino più bug importanti, l’aggiornamento va live per i nostri clienti.
In più c’è il lavoro alla fonte: siamo attivi nella community di Mautic e correggiamo bug — sia quelli che troviamo noi, sia quelli che ci segnalano i clienti. Le segnalazioni dei clienti le gestiamo internamente con la massima priorità e facciamo in modo che vengano prioritarizzate anche nella community. Il risultato di questo lavoro: nessun downtime dal 2020.
Una differenza che spesso passa inosservata quando ci si chiede «e se qualcosa si inceppa»: chi ospita Mautic in autonomia, in caso di problemi di solito deve affidarsi al forum della community e alle proprie competenze. Con Aivie, invece, hai supporto gratuito con un referente reale in Svizzera.
Come gestisce Aivie la critica sulla UI?
Sul secondo punto siamo sempre al lavoro, perché onestamente non è mai del tutto «finito». Anche in Aivie sviluppiamo l’interfaccia utente in modo continuo, insieme ai nostri clienti. Il focus è questo: l’avvio deve essere il più rapido possibile, fino a diventare operativi.
Proprio per questo abbiamo sviluppato pacchetti di use case: template di campagne già pronti, con cui imposti rapidamente una prima campagna e poi la copi e la adatti con facilità, invece di partire da zero.
Quello che ci fa particolarmente piacere sono feedback dei clienti come questo di Corinne Brecher: prima si trovava davanti a un template di newsletter vuoto e doveva quasi costringersi a iniziare. Oggi usa modelli pronti con il drag-and-drop, inserisce foto e testo — e la newsletter è pronta in poco tempo.
«Il drag and drop funziona in un attimo e la mia newsletter è pronta: un clic e via.»
Corinne Brecher, Investique
In che direzione si sviluppa la visione dietro Aivie?
La visione dietro Aivie si può riassumere così: il meglio di due mondi. Aivie unisce tutta la potenza di Mautic, insieme alla flessibilità e alla sovranità sui dati dell’open source, con la comodità di uno strumento SaaS. L’infrastruttura gestita, il supporto personale e lo sviluppo continuo della UI sono già espressione di questa visione. Il capitolo più recente è l’AI.

In futuro Aivie si sentirà come un assistente di marketing, non come l’ennesimo strumento complesso. Come si traduce concretamente, lo abbiamo mostrato di recente in una demo con un primo caso — una newsletter completa a partire da una sola foto, in pochi minuti. Mostriamo l’intero flusso nel post Newsletter da una sola foto: quanto lavora in modo efficace l’AI in Aivie.
Gestire Mautic in autonomia o iniziare con Aivie?
Se ti stai chiedendo se Mautic è abbastanza stabile per la tua azienda, allora è la domanda sbagliata. La domanda giusta è: chi si occupa da te di aggiornamenti, patch di sicurezza e operatività continua — e chi sviluppa l’utilizzo insieme a te, invece di lasciarti da solo con tutto questo?
Questa è la vera differenza — non il software in sé, ma chi ha sotto controllo la tecnologia che c’è dietro. Abbiamo vissuto queste sfide in prima persona e da anni lavoriamo perché questo strumento potente arrivi davvero nelle mani delle PMI — non solo in quelle degli esperti. Puoi leggere di più su questo percorso anche nel post Cosa mi ha insegnato il software open source Mautic in 9 anni.
Alla fine resta una decisione semplice: gestire Mautic in autonomia — oppure, con Aivie, accedere a una soluzione collaudata e pronta, con più funzionalità.
Come potrebbe essere per il tuo setup, preferiamo mostrartelo dal vivo: prenota una demo gratuita dello strumento.
Non fate aspettare i vostri contatti.

Iniziare con Aivie gratuitamente.
Utilizzate Aivie gratuitamente per 30 giorni e scoprite come potete raggiungere i vostri contatti in modo mirato grazie ad Aivie. Aivie vi offre già nella versione di prova tutte le possibilità della versione completa.
Provatelo subito.


